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FATTORE P. PERSONA

2020-07-06 22:40

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FATTORE P. PERSONA

La mia vuole essere dunque un idea che ambisce a fornire uno Schema di superamento della crisi fondato sulla centralizzazione della persona,delle sue

 

 

 

La mia vuole essere dunque un idea che ambisce a fornire uno Schema di superamento della crisi fondato sulla centralizzazione della persona,delle sue esigenze,della volontà di ben-essere nella comunità,prevenendo e affrontando il conflitto con questa preziosa risorsa e strumento che è la mediazione.

A cura del Mediatore Dott. Giancarlo Buscemi da Verona.
Letto 3793 dal 29/06/2013

 

 

 

 

Fattore 
P
PERSONA

La società contemporanea è una società impersonale, che non ha coscienza di sé e di quello che avviene intorno, ma vive tutto come un paesaggio,  che non chiede partecipazione né azione.Dei tre grandi temi enfatizzati dalla modernità (il primato dell'io, del nuovo, del successo),quello dominante l' attuale società propende al voyeurismo,  al disimpegno, ed è destinata al populismo del guardare. (censis25/06/2013)
E allora come per contrasto il mio pensiero vola dalla modernità ai saggi insegnamenti dell' antichità.
« Conosci te stesso »
(Iscrizione greca sul tempio dell'oracolo di Delfi) L'autocoscienza è definibile come l'attività riflessiva del pensiero con cui l' io diventa cosciente di sé, e a partire dalla quale poter avviare un processo di introspezione rivolto alla conoscenza degli aspetti più profondi dell'essere.
 Nella storia dell’umanità dunque c’e sempre stato un FATTORE che ha rivoluzionato il modo e lo stile di vivere e della vita stessa nel suo svilupparsi e nel suo divenire, condizionando quindi e modellando le scelte degli uomini nella libertà fino ai nostri giorni.
 Nessuno di noi ha la verità in tasca ne la bacchetta magica per risolvere i problemi che oggi ci schiacciano.
 Siamo però come dei “nani sulle spalle di Giganti” e dovremmo trarre profitto e soluzione per poter mettere in atto ciò che e’ l’atto libero, giusto, vero dell’uomo democratico partecipativo,solidale.Il gigante è la persona e la sua esperienza di vita. 
 Dovremmo poter mettere in atto l’eccellenza dell’esperienza umana.
 Ripartire dalla centralità della Persona, diversa dall’individuo, dal numero, dalla carne da macello, dal soggetto.
 Mettere al centro la persona e non l’economia il soldo, il danaro, gli interessi capitali.
 Ripartiamo dalla Persona che tende a sopravvivere, a vivere, a vivere bene, a vivere per sempre.
Poniamoci allora Alcune  importanti domande:" Quale visione della Persona abbiamo oggi?"( Antropologia)
 "Quale identità?"(Sociologia)
 "Quale considerazione in una società complessa e frammentata? "(Psicologia)
" Quale dimensione Spirituale Trascendente/Immanente escatologica ?" (Teologia)
 "Quale visione del mondo e quindi della persona oggi?" (Filosofia)

Fattore P Persona
 Parto da alcune considerazioni,che sono le risposte alle domande poste.
 Cosi come il Fattore E Elettricità ha cambiato il  modo di vivere della gente e delle persone
Cosi il fattore P Persona cambierà ancora una volta l’asse portante la prospettiva, la rotta del nostro futuro prossimo.
 Mentre ogni giorno ci scontriamo con l’incapacità di dare delle vere risposte percorribili, praticabili, se andiamo in chiesa davanti al nostro bisogno troviamo spesso la risposta: PREGHIAMO. Se andiamo in comune molto spesso troviamo la risposta” NON CI SONO SOLDI”
Bene, la risposta vera, davanti a mille difficoltà, credo sia: Ripartiamo dalla Persona, diamo noi stessi perche’ noi stessi,  la singola persona in dinamismo ed in sinergia positiva con le altre produce un moltiplicatore di solidarietà, di forza, di coraggio, di speranza nell’andare avanti verso un orizzonte percepito come buono, giusto, vero, libero dell’essere e vivere umano.
 Valorizziamo la Persona: Anziana, Giovane, nel corso della sua esistenza fino alla non autosufficienza che e’ sempre piu’ una realtà in crescita nel nostro Paese-Villaggio Globale- Italia.
 Cosa si può e si deve fare?
 Al centro non ci siano le banche e i loro interessi, ma ci siano Le Persone E ILTERRITORIO.
 Le banche non danno prestiti? Bene togliamoli i nostri depositi e formiamo una cassa per le Persone per il popolo, per il LAVORO.
 Non c’e’ lavoro? Ripartiamo non dai macro sistemi, ma dalla piccola e media impresa, ripartiamo dalla persona che e’ e rimane la prima e  piu’  grande RISORSA ANTICRISI.
 E’ la Persona che INTELLIGENTE – CAPACE- IMPEGNATA diventa produttiva di benessere per se e per la comunità
 E’ la persona che democraticamente sceglie e dà una svolta positiva.
 Com’e’ strutturata la Persona?
 La persona e’ un essere in relazione con se stesso, con gli altri, con il creato, con un essere superiore Dio.
 La Persona si realizza quindi nel suo massimo di relazione a 360gradi,<
 Il diverso modo di percepire la realtà porta a determinate scelte conseguenziali.
 Es. tipo di pianificazione demografica = tipologia di costruzione abitativa.
 Quale rapporto VERITA’ LIBERTA’ SINCERITA’ SPONTANEITA’?

 P. 


Mettendo al centro il valore della persona degna di diritti e doveri si può sviluppare un quadro di servizi che assolvono sia i bisogni fondamentale che secondari, sia i valori relativi e assoluti
Spinta B.  P. Attratto V.
Bisogni –Persona -Valori –
Alla richiesta di un bisogno
Si attende una risposta 
Alla richiesta di un Valore 
Si attende qualcosa che Attrae
Attrazzione ad una distanza ottimale tra persona e valore ,ne fuga in avanti ne sovrapposizione, coincidenza dei valori (cattura).
Oggi la crisi e’ economica ma soprattutto Etica Antropologica.
Mostrerò alcuni sentieri che potranno aprire a strade percorribili di umanità nell’unità di vita spirituale materiale : dove cioe’ lo spirito vitalizza le opere e le opere sono a servizio e per l’edificazione comune e personale.
Quando le risorse sono poche la via d’uscita  e ’  tornare alla Risorsa per eccellenza che e ’e resta la Persona Umana.
Dare noi stessi per la soluzione delle difficoltà dei problemi, nella solidarietà comunitaria.
Ogni Persona e’ ricca di risorse: Competenze, esperienze, ma sopratutto IL TEMPO.
 Per questo una esperienza eccellente e’ LA BANCA DEL TEMPO.
Altra esigenza che viene fuori dalla crisi oggi e ’ il LAVORO
Da mettere al primo posto tra le esigenze, in quanto il lavoro da dignita’ alla persona e ai suoi diritti. Senza lavoro non si ha potere contrattuale se pur nel servizio reciproco tra persone che lavorano scambiandosi dei beni per il benessere proprio e della società.
 Per questo una esperienza eccellente e’ IL CREA IMPRESE.
 Kit per far partire la persona in una delle 72 attività lavorative ( idraulico, muratore, elettricista, parrucchiere,  giardiniere, …..)con bisness plain prestiti bancari, regionali,europei,…
Lasciare le persone, per almeno tre anni, di guadagnare nell’avvio della propria attività. Costa di piu ’ un disoccupato che una persona che impara a lavorare e con il suo lavoro si mantiene lui e la sua famiglia. Le risorse cominciano a girare.
 Ma voi vi chiederete...ma cosa c'entra questo con la mediazione...c'entra eccome...perché Esigenza IMPRESCINDIBILE in tempi di crisi come i nostri  è  "La giustizia",un buon funzionamento della giustizia,cosa che non accade in Italia, dove piu ’ di 5ml.di procedimenti civili sono inevasi.
Processi lunghi 1369ore e piu ’.
Costi d’avvocato e di tribunali alti.Le imprese estere per paura non investono nel nostro paese,il mancato funzionamento del nostro sistema giudiziario accresce la sfiducia negli investitori .
La risposta e ’ MEDIAZIONE CIVILE ex lex 28/3/2010
Resa obbligatoria nuovamente obbligatoria, ripresa dai saggi e dal governo del fare.
Costi contenuti,tempi brevi, fino a 500 euro costo 0.
Tempi di evasione della pratica 3-4 mesi.
Si parte con 48.40euro.scaglione in base al valore della lite.Quindi tariffe invitanti,che vogliono incoraggiare e sostenere la diffusione della cultura della mediazione.
Possibilità di assistenza legale,poichè chi vuole può essere assistito da un avvocato.
Presenza ed incentivazione di Organismi Pubblici e Privati su tutto il territorio nazionale.
 La cultura della mediazione è un percorso dove si forniscono gli strumenti perche ’ la persona cammini con le proprie gambe. Insegnare a pescare. Interdipendenza tra pensiero e azione. Se Ascolto Dimentico, se scrivo ricordo,se faccio Capisco, e nella mediazione il soggetto è parte attiva,costruisce l' accordo.
 CIO CHE SI CAPISCE SI INTERIORIZZA E DIVENTA ESPERIENZA PREZIOSA,RISORSA UMANA, COMPETENZA.
La mediazione è un progetto da programmare.Ogni programma segua i seguenti passaggi:
Ideazione
Programmazzione
Realizzazione
Verifica
Fiesta
 Dove L’idea diventa programma
 Il programma si incarna nella realtà
Diventa organigramma
 L’organigramma diventa realizzazione del progetto
 Il progetto va verificato, corretto, rilanciato fino a diventare obiettivo raggiunto.
 Dalla verifica della realizzazione raggiunta si passa alla Fiesta o Festa della comunità.
La mia vuole essere dunque un idea che ambisce a fornire uno  Schema di superamento della crisi
                    fondato sulla centralizzazione della persona,delle sue esigenze,della volontà di ben-essere nella comunità,prevenendo e affrontando il conflitto con questa preziosa risorsa e strumento che è la mediazione.

 

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LA MEDIAZIONE CIVILE

LA MEDIAZIONE

LA MEDIAZIONE IN PRATICA

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SCOUTISMO CALATINO

Le radici della Formazione 

Lo scoutismo, dai 6 anni ai 23 , mi ha forgiato come cittadino del mondo, amante della natura, rispettoso degli altri, onorato di meritare fiducia, operoso e competente, Viandante per le strade, viottoli, del mondo, con una bisaccia ricca di cose nuove e cose vecchie, in un'inerazione continua tra pensiero ed azione (mentre faccio capisco e mentre capisco faccio)

​con il cuore pieno di gioia di vivere, riconoscente di mille doni che riceviamo ogni giorno da quando ci alziamo a quando ci corichiamo consegnando a Deus, ogni nostra azione di  Bene, e se qualche male compio mi rimetto all'infinita misericordia di Dio Padre, che tutto sa, tutto comprende , tutto ama. Dedico questi pensieri a Renata Di Bella che ho avuto la fortuna d'incontrare sul mio cammino. Grazie Renata, Arrivederci non addio diciamoci. 

su Blog Vincenzo Alberghina : La Mediazione in Pratica...

 

VINCENZOALBERGHINA

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LA MEDIAZIONE “IN PRATICA”; UN ESEMPIO CONDOTTO DAL MEDIATORE DOTT. GIANCARLO BUSCEMI

1 marzo 2016vincenzoalberghina

La Mediazione Civile, introdotta in Italia, con il decreto legge 180/210 rappresenta una delle forme più note di A.D.R. ( Alternative Dispute Resolution) e designa l’insieme delle tecniche utilizzate per la risoluzione delle controversie alternativa alle procedure giurisdizionali classiche. Tali procedure permettono di risolvere una controversia senza rivolgersi al giudice, garantendo un migliore accesso alla giustizia e fornendo una risoluzione stragiudiziale conveniente e rapida delle controversie in materia civile e commerciale. Gli accordi derivanti dalla mediazione hanno maggiori probabilità, poiché elaborati e accettati da entrambe le parti.

La Mediazione Civile è un procedimento volontario dove, due o più parti, tentano di risolvere una controversia tramite l’assistenza e la consulenza di un soggetto terzo, il mediatore civile. Tale procedimento può essere avviato dalle parti, suggerito od ordinato da un organo giurisdizionale o prescritto dal diritto di uno Stato membro. Esso include la mediazione condotta da un giudice che non è responsabile di alcun procedimento giudiziario concernente la controversia in questione. Esso esclude i tentativi messi in atto dall’organo giurisdizionale o dal giudice aditi al fine di giungere ad una composizione della controversia in questione nell’ambito del procedimento giudiziario oggetto della medesima. Il mediatore è, quindi, qualunque soggetto terzo a cui è chiesto di condurre la mediazione in modo efficace, imparziale e competente, indipendentemente dalla denominazione o dalla professione di questo terzo nello Stato membro interessato e dalle modalità con cui è stato nominato o invitato a condurre la mediazione. Il processo di mediazione è caratterizzato da alcuni punti salienti che descriverò brevemente;

Volontarietà; Le parti partecipano alla conciliazione per decisione propria, e possono decidere di portare a buon fine il tentativo solo se lo considerano conveniente per i loro interessi.

Cooperazione: La conciliazione contribuisce non solo ad ottenere una soluzione ai problemi, ma anche a rafforzare le relazioni in base al principio della negoziazione collaborativa per cui si deve “attaccare il problema e non le persone coinvolte”.

Imparzialità: Il conciliatore è un terzo imparziale, autonomo e indipendente rispetto alle parti.

Rapidità; Mentre la durata media di un giudizio civile ordinario si protrae per anni, il tentativo di conciliazione può consentire una risoluzione in una sola seduta.

Creatività; Ogni accordo è modellato sulla misura degli interessi e i bisogni delle parti.

Riservatezza; Nulla di ciò che emerge dalle udienze di conciliazione potrà essere rivelato dai conciliatori, né dalle parti. La riservatezza è una caratteristica fondamentale della conciliazione.

Autocomposizione; Le parti hanno un’equa opportunità di esprimere la loro visione del disaccordo e di ascoltarsi reciprocamente; sono loro stesse a decidere la portata del loro accordo, e le modalità di

Economicità; Si pagano solo gli onorari del conciliatore, che hanno un costo fisso e le spese di segreteria. La conciliazione ha costi contenuti commisurati al valore della controversia.

Autonomia; Se le parti non arrivano ad un accordo, non perdono alcun diritto e possono avviare un arbitrato o una procedura davanti ad un giudice ordinario. Nel caso che la conciliazione si concluda col raggiungimento di un accordo totale o parziale, questo avrà valore di contratto, e le parti si impegneranno a dare esecuzione al medesimo nei termini da loro stabiliti.

 

Tutto questo nella teoria!

Ma ci sono tantissimi bravi professionisti che mettono in atto ogni giorno questa bellissima pratica civile. Nella mia breve esperienza ne ho conosciuto uno che ha illuminato la mia mente e mi ha fatto conoscere questo mezzo. Il Dott. Giancarlo Buscemi, caltagironese ma veneto per lavoro ha avuto la cortesia e gentilezza di ascoltare le mie domande e fornirmi delle risposte. Ha fatto, però, molto di più!!! Mi ha descritto alcuni casi pratici di mediazione in un intervista fatta a seguito di un Seminario sulla mediazione l’estate del 2013.

Un Esempio pratico di mediazione civile; tratto dall’Intervista al dott. Giancarlo Buscemi

E’ il 24 Agosto del 2013, al termine della Conferenza sulla Mediazione Civile, tenutasi presso il “Villaggio Alberghina” (come ci piace definire il luogo) di Caltagirone, quando ho           re-incontrato con immenso piacere il dott. Giancarlo Buscemi.

Fu lui, infatti, che l’anno precedente organizzò una medesima conferenza sul tema delle Adr, con la responsabile della rivista sulla mediazione squolapronobis med-magazine, la dott.ssa Maria D’Amico, ed il responsabile editoriale Sebastiano Lorenzo Di Stefano. Il tema mi sembrò da subito interessante  e mise nella mia testa la “pulce” della mediazione civile. Ne avevo già sentito parlare in precedenza, ma l’esperienza e l’entusiasmo con cui il dott. Buscemi mi mostrò i pregi dell’istituto della mediazione, mi convinse a fare il corso di formazione e a diventare un mediatore civile. Mi ritrovo oggi a fare un’intervista al mio mentore e lascio intuire al lettore la mia emozione!

 

Buonasera dott. Buscemi, La ringrazio per la disponibilità mostrata nel fare quest’intervista!

 

Buonasera dott. Alberghina è un piacere fare conoscere l’istituto della mediazione!

 

Lei è un mediatore professionista che ha già svolto alcune mediazioni! Cosa pensa di questo istituto?

 

Innanzitutto devo fare una premessa! Reputo la mediazione civile un esempio di libertà, poiché aiuta ognuno di noi a comprendere i propri diritti, a rendersi protagonista del loro esercizio  e ci aiuta nel  trovare una soluzione pacifica ed in breve tempo, non preconfezionata da alcuno se non dalle stesse parti che contribuiscono alla sua formulazione. Questo l’ho imparato, non solo in maniera teorica con il corso di formazione, ma partecipando a numerose mediazioni, alcune delle quali ho gestito io stesso in qualità di mediatore incaricato.

 

Passiamo allora ad un esempio pratico!

 

Un esempio che mi viene in mente è quello di una coppia che decide di fare un viaggio in Africa e si rivolge ad una nota agenzia di viaggi. Prenotano, allora, un pacchetto di un mese diviso in due fasi: i primi quindici giorni in un hotel a cinque stelle con tutti i comforts della vacanza relax all inclusive. I secondi quindici giorni con la previsione di una bellissima  escursione, all’insegna  dell’avventura, avrebbero infatti vissuto l’esperienza di  un safari nel deserto. Durante la prima fase del viaggio, tutto procedette per il meglio, ma la seconda parte del tour gli riservò delle cattive sorprese. I due “poveri disgraziati” passarono quindici giorni da incubo dato che le valigie furono smarrite e dovettero arrangiarsi , costretti  a vivere con gli stessi vestiti per tutto il resto del viaggio. Come se non bastasse furono costretti a mangiare presso alcuni locali non previsti dal pacchetto, e non del tutto a norma, questo costò al marito un’intossicazione alimentare e lo vincolò a restare chiuso in casa. Ad aggravare ulteriormente la situazione, persero il volo di ritorno e furono costretti a rifare il biglietto. Al ritorno in Italia i due, essendo a conoscenza della mediazione, avviarono istanza presso l’Organismo dove sono iscritto e fui quindi designato come mediatore. Al primo incontro si presentarono entrambe le parti, che spiegarono con toni accesi le loro posizioni. Dopo un paio d’incontri le parti si accordarono stabilendo che l’agenzia avrebbe donato un nuovo kit di valigie simili a quelle perse per un valore di 1.800 € e un buono viaggio per la coppia come risarcimento per il danno da vacanza rovinata. In cambio la coppia s’impegnava a non sporgere denuncia e a mantenere la privacy su quanto accaduto, facendo finta, se così si può dire, che non fosse successo niente.

 

La mediazione, quindi, permette di raggiungere un accordo?

 

Certo la mediazione serve a raggiungere un accordo! Le dico di più! Permette di farlo in tempi brevissimi (tre mesi) ponendosi, quindi, come una soluzione veloce ed efficace alle lungaggini del processo giuridico civile.

 

Che altro dire, allora, promuoviamo e facciamo conoscere il più possibile l’istituto della mediazione civile.

 

 

E’ stato davvero esaustivo e chiaro, La ringrazio dott. Giancarlo Buscemi!

 

Grazie a lei per l’attenzione, buona serata!

 

Autore: Vincenzo Alberghina

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